Contributo volontario? Sì, grazie.

"Versamento di 130 euro sul C/C postale n. 15160500 intestato a ISIS G. GALILEI - FIRENZE, con nome e cognome dell'alunno/a;

causale: EROGAZIONE VOLONTARIA PER L'AMPLIAMENTO DELL'OFFERTA FORMATIVA (deducibile dalle tasse)"


Gentili Genitori,
a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico sono qui, come promesso nell’ultimo Consiglio di Istituto di luglio, per chiarire la natura e lo scopo del contributo che sarà richiesto nel corrente anno scolastico.
In considerazione del momento difficilissimo che il Paese sta attraversando, mi rendo perfettamente conto dell’impegno economico che ciascuna famiglia dovrà sopportare all’inizio di ogni anno scolastico. E se poi ci sono più figli, allora il carico potrebbe diventare insopportabile.
Sono il primo a sostenere che le scuole non debbano chiedere contributi alle famiglie per il loro funzionamento ordinario, ma oggi, a torto o a ragione, una scuola pubblica come la nostra, che vuole iniziare un processo continuo di miglioramento, ha bisogno di qualcosa di più della semplice sopravvivenza.
Abbiamo le risorse umane per farlo, abbiamo un corpo docente in tutti gli ordini di scuola di grande rispetto, ma spesso non abbiamo le risorse economiche per "mandare in onda” una didattica di qualità, in linea con il progresso che, qui più che altrove, sembra essersi arrestato.
La Scuola, è un bene prezioso da sostenere, da tutelare e da potenziare. La Scuola per tutti e di tutti, dove ci si incontra per studiare, per crescere insieme, per diventare adulti, per diventare “cittadini responsabili.
Le scuole che chiedono un contributo alle famiglie (ormai quasi tutte) lo fanno sulla base di precise norme di legge che lo consentono e, soprattutto, lo fanno per elevare la qualità degli ambienti, delle attrezzature e dell’offerta formativa. Il contributo non è quindi una gabella arbitraria imposta dai dirigenti ma, semmai, l’espressione di uno spirito collaborativo che è tipico delle istituzioni molto amate dall’utenza.
Per prima cosa, va detto che tale contributo è stato in qualche modo regolamentato dalla legge 40 del 2007, in cui lo si definisce “erogazione liberale” (detraibile dal reddito) indicandone la destinazione a tre scopi: l’edilizia scolastica, l’innovazione tecnologica e l’ampliamento dell’offerta formativa.
Per quanto concerne la seconda voce, il riferimento è a tutte quelle attrezzature utilizzate a fini didattici e non amministrativi, dalle fotocopiatrici, ai computer, alle stampanti, alle lavagne interattive multimediali, che siamo abituati a considerare normale dotazione dei nostri istituti e che invece lo Stato non riesce a garantire in modo adeguato a tutte le scuole.
La terza destinazione, infine, riguarda tutte le attività che esulano dalla didattica curricolare e che le scuole, nella loro autonomia, possono decidere di attivare o meno.
Qualunque sia la valutazione di tipo generale e politico che ciascuno di noi può fare sulla questione, mi sembra importante riflettere su alcuni punti.
Il contributo che le famiglie verseranno è definito “volontario” in quanto ogni scuola, attraverso il suo organo di governo, che è il Consiglio d’Istituto, può deciderne la necessità e l’ammontare. Ciò significa che, in linea di principio, il Consiglio d’Istituto potrebbe deliberare di non richiedere alcun contributo all’atto dell’iscrizione. Il che comporterebbe, ovviamente, la necessità di esigere di volta in volta dai singoli studenti il pagamento di tutti gli “extra”, a partire dalle fotocopie.
Nel momento in cui, invece, il Consiglio d’Istituto, nel quale sono presenti tutte le componenti, decide di chiedere un contributo (con molto dispiacere) e ne fissa l’ammontare minimo in 130 euro l’anno, esso deve ritenersi “moralmente obbligatorio” (a meno di situazioni eccezionali), configurandosi come una forma di autotassazione che la collettività decide di imporre a se stessa, per ottenere determinati scopi; in particolare migliorare la qualità dell’offerta formativa e garantire la partecipazione alle attività extracurricolari anche a chi si trovasse in difficili condizioni economiche.
La gestione del “contributo volontario” rappresenta una delle poche forme di democrazia diretta, in quanto è l’unica tassa della quale la comunità degli utenti, attraverso il Consiglio d’Istituto, ha la possibilità di definire l’ammontare e la destinazione e di cui può controllare l’utilizzo.
Qui di seguito un elenco non esaustivo dei costi previsti per le attività che sarà possibile finanziare nel corso dell’anno con il contributo richiesto:

  • PROGETTI: Corso certificazione Francese DELF, Corso certificazione Inglese PET, Sportello psicologico, Danzaterapia, Musicoterapia, Attività teatrale, Adesione ad Almadiploma,
  • GESTIONE: Laboratorio Informatico, Laboratorio Linguistico, Biblioteca, Lavagne interattive LIM.
  • SERVIZI: Sms, Registro elettronico, Assicurazione Infortuni e RCT, attività didattiche con utilizzo delle fotocopiatrici disponibili, utilizzo di materiali igienico/sanitari.
  • DIARIO SCOLASTICO: Personalizzato comprensivo di libretto giustificazione e regolamento d’Istituto.

Rassicuro, infine, le SS.LL. che mi impegno a fine anno scolastico a relazionare e rendicontare, in apposita seduta del Consiglio di Istituto, in merito alle spese effettuate e ai risultati raggiunti.
Ma non voglio annoiarvi con ulteriori numeri e dati. Voglio invece ribadire con vigore il mio attaccamento al valore della nostra scuola perché al suo interno lavorano ogni giorno ottimi professionisti che formano, educano ed istruiscono i nostri ragazzi. Per questo, e solo per questo, chiedo a tutti, addetti e non addetti, personale ATA compreso, di valorizzarla, ma anche a voi genitori di preservarla e migliorarla con il vostro sostegno e la vostra partecipazione.

Il Dirigente Scolastico
Prof. Stefano Gemmi