Intercultura

A scuola non ci sono stranieri, ma soltanto studenti

Protocollo accoglienza alunni stranieri

1. ISCRIZIONE
Il D.P.R. 31/08/99 n. 394 prevede che i minori stranieri vengano iscritti, in qualsiasi momento dell’anno scolastico, alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il Collegio dei Docenti deliberi l’iscrizione a una classe immediatamente precedente o successiva, tenuto conto:
  • dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno
  • dell’accertamento di competenze, abilità, livelli di preparazione dell’alunno
  • del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza
  • del titolo di studio eventualmente posseduto.
I minori stranieri privi di documentazione, ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta, sono iscritti con riserva. L’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado.
In linea di massima, l’inserimento in classe inferiore risulta penalizzante per l’alunno, se disposto solamente a causa dell’insufficiente padronanza della lingua italiana. L’assegnazione a una classe inferiore o l’inserimento con allievi bisognosi di apprendimento differenziato non sono vantaggiosi perché:
  • gli alunni hanno bisogno di una forte esposizione all’italiano dei coetanei e di modelli sociali adeguati all’età
  • l’apprendimento della lingua 2 si sviluppa maggiormente se l’alunno ha una buona autostima, se ha la possibilità di elaborare stimoli linguistici completi e se vi è una buona motivazione ad apprendere.
2. ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE
3. RACCOLTA DATI E INFORMAZIONI
4. INSERIMENTO IN CLASSE
5. COME OFFRIRE UN SUPPORTO ALL’ALUNNO
6. QUANTO TEMPO E’ NECESSARIO PER APPRENDERE LA SECONDA LINGUA
7. COSA FANNO L’INSEGNANTE E IL CONSIGLIO DI CLASSE
8. RUOLO DEL MEDIATORE
9. INFORMAZIONI UTILI
10. ULTERIORI RIFERIMENTI NORMATIVI

storie in movimento

Storie in movimento

Una performance colorata, fatta di bandiere e scritte su cartelli, di attese e di ritmi scanditi da improvvisati tamburi, di gesti consapevoli o di abbandono, il tutto ruotante, il perno della centratura in sé stessi. “Il migrante sono io”, questa l’indagine sulla quale ha ruotato il lavoro laboratoriale di questo specifico modulo del Progetto PON - FSE.

Nella ricerca della propria strada si mollano le false convinzioni e ci predisponiamo al vero scambio con il mondo esterno. “Fino a che non riconosco profondamente me stesso non posso riconoscere l’altro”, a quel punto l’asta della mia bandiera può divenire il pilastro di un nuovo unico spazio.

Il progetto si è avvalso delle competenze artistiche di Valentina Favi e Saverio Pieralli (artisti visivi) e di Massimiliano Bortolus (batterista).